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09 Apr 2018

Spossatezza e debolezza? Sarà la…primavera

In primavera, si sa, le giornate si fanno più lunghe, il tempo migliora, la natura si risveglia, ma tutto ciò che sembra influire positivamente sul cervello e favorire il buon umore può apportare anche degli “effetti collaterali”. Parliamo del cosiddetto “mal di primavera” che colpisce circa due milioni di persone in questo periodo dell’anno e che si manifesta con segnali come stanchezza e debolezza , a cui si aggiungono spesso cattivo umore, ansia, irrequietezza, insonnia e mancanza di concentrazione . Questo malessere generale e diffuso, sebbene di natura non patologica, può peggiorare la qualità della vita e rappresentare un problema nel normale svolgimento delle attività quotidiane.

Quali sono le cause?

Alcuni dei fastidi avvertiti in primavera sono simili a quelli tipicamente autunnali, mentre altri dipendono esclusivamente dai cambiamenti che hanno luogo in questo periodo dell’anno. Tanto per cominciare ci si deve adeguare al passaggio all’ ora legale, che porta via un’ora di sonno e obbliga l’organismo a doversi riabituare al nuovo ritmo. Inoltre le giornate più lunghe e le temperature più alte stimolano una maggiore attività di tutto il corpo, che può non essere in grado di rispondere in maniera adeguata. L’organismo tende così a segnalare il suo disagio con una stanchezza e debolezza apparentemente ingiustificate, ma che in realtà sono il campanello d’allarme di uno stato fisico e mentale non eccellente. I sintomi del “mal di primavera” possono essere acuti e nascondere delle patologie più gravi, in questo caso è bene sottoporsi ad una visita medica. Se i sintomi non sono particolarmente acuti non vanno comunque trascurati in quanto potrebbero condurre a un maggiore malessere psico-fisico.

L’alimentazione giusta contro il mal di stagione

Tutti sanno che lo scopo primario dell’alimentazione è principalmente energetico, ma spesso si dimentica che tale energia dovrebbe essere fornita gradualmente nel corso della giornata; quindi è bene fare 5 pasti al giorno (colazione, spuntino, pranzo, merenda, cena) per non lasciare mai l’organismo a corto di “carburante”. Per combattere debolezza e spossatezza occorre inoltre seguire un ’alimentazione sana e variata , che garantisca sufficienti apporti di macronutrienti ( carboidrati , proteine e grassi ) e di micronutrienti (come vitamine e minerali). Le vitamine non apportano calorie, ma svolgono importanti funzioni (antiossidanti, protettive, antinfiammatorie ecc.) e regolano buona parte delle trasformazioni chimiche che avvengono nell’organismo, tra cui quelle energetiche. Tra le vitamine più importanti impegnate nel processo metabolico (produzione di energia) rientrano quelle del gruppo B:

La vitamina B1 agisce soprattutto sul metabolismo dei carboidrati.

La vitamina B2 ha molte funzioni tra le quali la facilitazione dell’assorbimento dei grassi.

La vitamina B6 consente una buona utilizzazione delle proteine e agisce nel metabolismo glicidico e lipidico.

La vitamina B12, oltre che favorire il metabolismo di zuccheri e proteine, è indispensabile per il buon funzionamento del sistema nervoso.

Le vitamine del gruppo B si trovano in grande quantità soprattutto negli alimenti di origine animale: è quindi importante assumere settimanalmente carne, pesce e uova nelle giuste quantità, e consumare ogni giorno yogurt, latte e derivati come il Grana Padano DOP che è un concentrato di nutrienti del latte, ma con meno grassi del latte intero perché parzialmente decremato durante la lavorazione. Per fare 100 g di questo formaggio occorrono 1,5 litri di latte, fornisce quindi ottime quantità di proteine ad alto valore biologico, vitamine del gruppo B, tanto calcio, oltre ad essere ricco di importanti antiossidanti come vitamina A, zinco e selenio . Unito ad un’alimentazione ricca di frutta e verdura, il Grana Padano DOP contribuisce a dare all’organismo la forza e il benessere di cui si ha particolarmente bisogno in questo periodo.

 

Attività fisica per il benessere psico-fisico

Per sconfiggere stanchezza e stress è bene praticare attività fisica aerobica a bassa intensità e a lunga durata, come camminare, pedalare ecc. È importante che l’attività fisica diventi un’abitudine quotidiana o che venga praticata per almeno 40 minuti 3-4 volte a settimana. I benefici che se ne possono trarre sono molteplici. Tanto per cominciare, l’esercizio fisico aumenta la produzione di energia da parte del corpo e si dimostra in grado di combattere stanchezza e debolezza più del riposo. Non solo. Una buona dose di attività fisica e praticata con regolarità, è in grado anche di migliorare il tono dell’umore. Infatti, tra le varie benefiche modificazioni del metabolismo e del sistema nervoso, l’attività stimola la produzione di endorfine , neurotrasmettitori dotati di proprietà analgesiche che donano maggiore serenità e tranquillità. Ovviamente, la raccomandazione sempre valida è che se siete sedentari è bene sottoporvi a una visita medica prima di iniziare con qualsiasi tipo di attività motoria.

Altri consigli contro stanchezza e debolezza

Mangia 2 porzioni di verdura al giorno , preferendo quelle crude a quelle cotte per assicurarti un miglior apporto di vitamine e antiossidanti, che diminuiscono con la cottura.

Mangia 3 porzioni di frutta al giorno : tra i frutti di stagione ci sono le fragole, le nespole,  i limoni e le pere, ma qualsiasi frutta di tuo gradimento è la benvenuta.

Condisci la verdura con del succo di limone : la vitamina C favorisce l’assorbimento del ferro degli alimenti, la cui carenza può essere causa di stanchezza e debolezza.

Mangia tutti i giorni un vasetto di yogurt o 200 ml di latte e aggiungi 10g (un cucchiaio da cucina) di Grana Padano DOP al posto del sale per insaporire i tuoi primi piatti. Fai attenzione alla cena : il pasto serale, quello più vicino all’ora del sonno, dovrebbe apportare non più del 30% delle calorie dell’intera giornata e non essere abbondante né in grassi né in zuccheri semplici, ma apportare calorie soprattutto da cereali come pasta o riso associati o legumi, oppure da proteine come quelle del pesce.

Esponiti al sole con cautela: l’esposizione al sole migliora l’umore, oltre a favorire la produzione di vitamina D, prezioso micronutriente utile a molte funzioni del nostro organismo.

Vestiti “a strati”: in questo modo potrai fronteggiare i cambi di temperatura, proteggendoti dal caldo eccessivo. Con il calore la pressione arteriosa può scendere e di conseguenza ci si può sentire più stanchi e deboli.

Assicurati il giusto riposo notturno: dormire ininterrottamente per un numero sufficiente di ore (circa 8h per un adulto) è indispensabile per il benessere fisico e mentale dell’organismo e per non accusare stanchezza e spossatezza durante il giorno.

Presso le Farmacie Palomba trovi una vasta gamma di prodotti dedicati all’integrazione di vitamine ed alimentare atti a combattere il “mal di primavera”.

 

 

(fonte: https://www.educazionenutrizionale.granapadano.it/it/alimentazione/articoli/alimentazione-e-salute/stanchezza-e-debolezza-puo-essere-la-primavera-/)

03 Apr 2018

Dieta senza glutine a scuola: consigli e linee guida

Informazioni per gli insegnanti e il personale dell’asilo

I bambini intolleranti al glutine devono evitare di assumere questa sostanza, seguire un’apposita dieta senza glutine e osservare alcuni accorgimenti. A casa propria, ad esempio, è opportuno tenere scrupolosamente separati i prodotti contenenti glutine da quelli senza glutine; fuori casa, invece, chi è interessato da questa condizione deve poter contare sullo scrupoloso sostegno di educatori e insegnanti, perché l’involontaria assunzione di glutine ha conseguenze a lungo termine sulla salute del bambino. Un dialogo aperto tra genitori e responsabili sull’alimentazione del bambino è il presupposto migliore per una serena permanenza all’asilo e a scuola.

Per fare sì che la giornata scolastica proceda per il meglio, vi proponiamo una serie di informazioni basilari sulla dieta senza glutine, 10 consigli strategici e indicazioni sul tema dell’intolleranza al glutine rivolti espressamente al personale dell’asilo e della scuola. Scaricate e stampate quindi la scheda “Mio figlio vive senza glutine”, indirizzata ad insegnanti ed educatori, trascriveteci il vostro nome e quello di vostro figlio ed il vostro numero di telefono. La scheda, oltre a spiegare cosa sono la celiachia, il glutine, come si riconoscono i prodotti senza glutine, presenta alcuni punti essenziali che sarebbe bene fossero illustrati alla classe: i compagni di scuola di vostro figlio, oltre che i loro educatori, dovranno apprendere, ad esempio, che non potranno scambiarsi le merende (potranno però assaggiare la merenda senza glutine di vostro figlio), che dovranno seguire alcune norme di pulizia e igiene, che gli scherzi in materia di intolleranza al glutine non sono ammessi… Non è difficile: l’importante è partire dal principio con una buona opera di informazione con gli insegnanti di vostro figlio.

Fonte: https://www.schaer.com/it-it/a/dieta-senza-glutine-scuola-consigli-e-linee-guida

28 Mar 2018

Dieci regole d’oro per smaltire le calorie pasquali

Pasqua e Pasquetta: son bastati due giorni di pranzi, cene e pic-nic con famigliari e amici per farti mettere su almeno un paio di chili di troppo. Non è una tragedia, le feste sono fatte anche per qualche sgarro alla regola, a condizione però che rientri presto nel tuo peso forma riprendendo le sane abitudini alimentari e un corretto stile di vita. Per esempio seguendo queste 10 semplici regole.

1. Fai colazione. Anche se saltarla ti sembra il modo migliore per ridurre il numero di calorie giornaliere, è vero proprio il contrario: fare una colazione ricca di fibre, per esempio con frutta, yogurt, cereali, aiuta a mantenere costante il metabolismo, ovvero il potere brucia-grassi del tuo corpo, e soprattutto a evitare di svaligiare la macchinetta degli snack a metà mattina.

2. Fai degli spuntini. A metà mattina come a metà pomeriggio: è il modo migliore per arrivare a pranzo e cena senza il ‘buco nello stomaco’ e quindi riducendo il rischio di abbuffarti. Cosa mangiare? Frutta di stagione, frutta in guscio, barrette di cereali, yogurt, spremute: tutti alimenti ricchi di fibre che mantengono costante la glicemia.

3. Evita grassi saturi e zuccheri raffinati. I grassi saturi (li trovi nelle carni grasse, nel burro, nella panna, nei formaggi stagionati) e gli zuccheri raffinati (caramelle, dolci industriali, bibite gassate) sono i peggiori nemici del tuo peso forma. Questi li puoi eliminare drasticamente e senza rimpianti.

4. Elimina gli aperitivi. Forse non ci hai mai pensato, ma l’alcol contiene 7 Kcal per grammo, ed è un ‘alimento’ decisamente ipercalorico. Se ci sono delle calorie da tagliare nel corso di una giornata, queste sono senza dubbio le prime. Diverso il discorso per il vino: un bicchiere a pasto è un ottio apporto di antiossidanti, benefici per la tua salute.

5. Cammina. Prima ancora di iscriverti in palestra, sfrutta le occasioni quotidiante per camminare: un’ora a passo normale brucia circa 360 calorie. Lo puoi fare per andare e tornare dal lavoro, magari fermandoti con l’auto a debita distanza o scendendo qualche fermata prima dai mezzi pubblici. Oppure puoi fare una lunga passeggiata serale con il cane: le occasioni nel corso di una giornata non mancano di certo.

6. Fai le scale. In fondo cos’è lo step se non fare le scale? Un’ora di esercizio in palestra brucia qualcosa come 800 calorie, una quantità alla quale ti puoi avvicinare semplicemente evitando di prendere l’ascensore ogni volta che puoi.

7. Fai pesi. Se sei già iscritto in un centro fitness questo è il momento di darci dentro con i pesi: secondo recenti studi gli allenamenti con manubri, sbarre e palle mediche sono in grado di mettere una marcia in più al tuo metabolismo fino a due giorni dopo che hai finito di allenarti. E il metabolismo che lavora son tutti grassi che bruci anche mentre ti riposi.

8. Vai a letto presto. Secondo alcune ricerche, perdere ore di sonno farebbe scattare alcuni meccanismi ormonali che hanno a che fare con l’appetito. Hai presente lo spuntino di mezzanotte davanti alla TV? Andare a letto per tempo evita sicuramente quel surplus inutile di calorie.

9. Vai a ballare. Se invece siete degli inguaribili nottambuli, uscite e andare a ballare: un’ora di balli più o meno sfrenati brucia fino a 800 calorie, più o meno come una seduta di step o un’ora in sella a una bicicletta o una cyclette. L’importante è non vanificare il divertimento con i drink (vedi punto 4).

10. Bevi almeno due litri d’acqua al giorno. Questo lo puoi fare a ogni ora del giorno e della notte: l’acqua non serve solo a far funzionare tutti i meccanismi del tuo organismo (fatto questo che dovrebbe convincerti da solo a non dimenticarti di bere acqua regolarmente) ma è in grado anche di aumentare il senso di sazietà, tenendoti lontano dai cibi ‘inutili’.

 

Fonte: https://www.panorama.it/sport/fitness/pasqua-dieta-peso/

28 Mar 2018

Pasqua. I consigli per un pranzo in salute

Ebbene si, anche con i pranzi di Pasqua e Pasquetta ci si può sentire bene, senza esagerare.

Colomba, uova di cioccolata, carni e primi piatti elaborati: come vuole la tradizione, il pranzo di Pasqua e Pasquetta è un tripudio di sapori e di pietanze per festeggiare in compagnia di parenti e amici. Spesso, però, il menù prevede pasti abbondanti e ricchi di grassi e a risentirne sono soprattutto stomaco e intestino, senza considerare che mettono a dura prova anche la forma fisica.

Acidità, pesantezza di stomaco e cattiva digestione sono i disturbi più frequenti. Attenzione, dunque, a non esagerare. Mangiare bene e con gusto, assaporando i sapori della tradizione, non significa necessariamente strafare. Anche digiunare dopo le grandi abbuffate, complici i sensi di colpa, può essere molto pericoloso per la salute: grandi mangiate alternate a drastiche riduzioni dell’apporto calorico sottopongono a stress il nostro apparato gastrointestinale.

La parola d’ordine è, dunque, “equilibrio”. Con moderazione e senza troppe rinunce, è possibile godere dei piaceri della tavola e delle delizie pasquali.

I consigli di Assosalute per festeggiare la Pasqua

Per l’occasione Assosalute – Associazione Nazionale Farmaci di Automedicazione – ha diffuso 10 consigli utili per festeggiare in compagnia senza cattive sorprese per stomaco e intestino.

  1. Mai esagerare con le quantità: se ci si sente sazi, sarebbe bene evitare ulteriori tentazioni come dolci e frutta, soprattutto se il pasto è stato molto abbondante.
  2. Non consumare i pasti troppo velocemente: mangiare con velocità può essere causa di gonfiore e aerofagia. Al contrario, invece, masticare bene favorisce la digestione.
  3. No al sale in eccesso: troppo sale, si sa, è sconsigliato in un corretto regime alimentare in quanto può causare un  un aumento della pressione Inoltre, rende più difficile il processo digestivo.
  4. Non eccedere con gli alcolici: un bicchiere di vino fa bene alla salute. Quello rosso in particolar modo, grazie alle sue proprietà, agisce sul sistema cardiocircolatorio e lo protegge. L’importante però è non esagerare con il consumo. Troppo alcol, specie se durante un pranzo abbondante come quello delle festività pasquali, può favorire bruciore di stomaco e reflusso acido.
  5. Occhio ai condimenti: si consiglia di evitare condimenti come la panna, besciamella e burro che appesantiscono lo stomaco e rendono i cibi particolarmente ricchi di grassi. L’ideale è preparare salse e sughi usando meno condimento, magari sostituendo la panna con la ricotta o lo yogurt e utilizzando alimenti più sani come pesce e verdure.
  6. Non mangiare troppi fritti: l’eccessivo introito di alimenti fritti sottopone il corpo a uno sforzo eccessivo e aumenta la produzione dei radicali liberi , tra i principali responsabili dell’invecchiamento e delle tossine che si accumulano nell’intestino. Il risultato? Meteorismo, costipazione e talvolta diarrea, con sovraccarico del fegato.
  7. Limitare i cibi piccanti: le spezie possono essere un prezioso complemento nutritivo che, oltre a dare più gusto ai cibi, presentano numerose proprietà benefiche e terapeutiche. Come per tutte le cose, però, l’eccesso diventa dannoso. Nelle persone soggette a disturbi come la sindrome del colon irritabile, il consumo in grandi quantità di pepe e peperoncino può aumentare il rischio di problemi all’apparato gastrointestinale.
  8. Non bere troppo caffè: la caffeina può incidere in maniera negativa sulla pressione arteriosa oltre che favorire il reflusso acido, soprattutto dopo un ricco pranzo. È preferibile, dunque, sostituire il caffè con tisane e infusi che favoriscono la digestione.
  9. Scegli il cioccolato fondente: a Pasqua non possono certamente mancare in tavola colombe e uova di cioccolata. Attenzione, però, alle calorie. Meglio concedersi solo una fetta sottile di colomba mentre, per quanto riguarda il cioccolato, si consiglia di scegliere soprattutto quello fondente, che fa bene all’umore e svolge un’importante azione antiossidante.
  10. Fare attività fisica: una semplice passeggiata, anche in bicicletta, dopo pranzo favorisce la digestione e aiuta a consumare le calorie assunte in eccesso. Fare un po’ di sana attività fisica resta l’arma migliore per ritrovare il benessere quotidiano.

 

Fonte: https://www.paginemediche.it/benessere/alimentazione-e-dieta/i-consigli-per-una-pasqua-in-salute

20 Mar 2018

Celiachia, Coldiretti: “In Italia spesi 320 milioni in prodotti senza glutine”

In Italia si spendono “320 milioni di euro all’anno per acquistare prodotti senza glutine e non sempre per motivi legati alla salute“. Lo afferma Coldiretti in riferimento al nuovo decreto sull’assistenza ai celiaci la cui approvazione è attesa domani in Conferenza Stato-Regioni. Se il mercato degli alimenti senza glutine, sottolinea Coldiretti, “è cresciuto del 20% all’anno, sono saliti al 58% i ristoranti che offrono ricette senza glutine. Un cambiamento di abitudini che è stato riconosciuto anche dal paniere Istat che nel 2015 ha sancito l’ingresso della pasta e dei biscotti gluten free per il calcolo dell’inflazione“.

Si stima che a scegliere alimenti privi di glutine, evidenzia l’associazione, “siano quasi il 10% degli italiani, anche se a beneficiare dell’assistenza saranno solo i celiaci riconosciuti. La crescita della domanda ha provocato anche un cambiamento nella produzione con il ritorno nelle campagne italiane di grani antichi a basso contenuto di glutine per la produzione di pasta e biscotti anche – conclude Coldiretti – attraverso i mercati degli agricoltori di Campagna Amica”.

01 Mar 2018

Allergie di Stagione: sintomi, rimedi e regole da osservare

Quattro italiani su dieci soffrono di allergie primaverili. Causa scatenante: la comparsa dei primi pollini. Secondo un’indagine dell’Anifa (Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’automedicazione) la fioritura delle piante rende la primavera la stagione dei raffreddori: gli starnuti colpiscano l’80% degli italiani, e per chi è vittima di allergie non c’è via di scampo.
Tenere sotto controllo il calendario della fioritura, riconoscere i principali sintomi di un’allergia ai pollini e seguire alcune semplici regole: ecco un decalogo di consigli per tenere a bada gli starnuti e godersi così l’arrivo della bella stagione.

 

IL CALENDARIO DEI POLLINI

 

I principali allergeni che si presentano nel periodo primaverile sono i pollini della Graminacee, della Parietaria, le Composite (ad esempio l’ambrosia), le Betullacee, le Oleacee e le Cupressacee.

GRAMINACEE: da aprile a giugno

PARIETARIA: da marzo ad ottobre

COMPOSITE o ASTERACEE: da luglio a settembre

BETULLACEE: da gennaio a maggio

OLEACEE:  da maggio a giugno

CUPRESSACEE (Cipresso):  da febbraio a fine marzo con possibili anticipi a gennaio o continuazioni fino ad aprile

Negli ultimi anni si registra un incremento dei soggetti che soffrono di pollinosi da cipresso, in particolare in Toscana, Puglia, Liguria, Umbria, Lazio e Campania. Questo tipo di allergia riguarda soprattutto i più piccoli: nel centro Italia si stima che un bambino su dieci sia allergico al cipresso.
Tra le principali cause l’aumento della sua coltivazione a scopi ornamentali o di rimboschimento.

 

ALLERGIE AI POLLINI: i dieci sintomi da tenere d’occhio

  1. Rinorrea acquosa
    2. Congestione nasale
    3. Bruciore e arrossamento delle congiuntive
    4. Lacrimazione
    5. Starnuti isolati o a salve
    6. Prurito al palato, al naso e agli occhi
    7. Tosse secca e stizzosa, spesso notturna, accompagnata da difficoltà di respiro e dai caratteristici sibili intratoracici propri dell’asma bronchiale
    8. Riduzione dell’olfatto e del gusto
    9. Insonnia, stanchezza, irrequietezza
    10. Difficoltà di respiro e asma (nel 40% dei casi).

 

LE DIECI REGOLE per combattere l’allergia

  • Evitare di uscire durante le giornate secche e ventose, quando  è più alta la concentrazione di pollini;
  • Evitare l’aerazione degli ambienti durante le ore più calde della giornata ed eventualmente usare condizionatori d’aria;
  • Fare la doccia e lavare i capelli quotidianamente. I granuli pollinici spesso rimangono intrappolati tra i capelli e la notte possono depositarsi sul cuscino, venendo così inalati;
  • Evitare  di uscire subito dopo un temporale: l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree e in maggiore profondità;
  • Tenere sempre sott’occhio il calendario dei pollini;
  • Usare appropriate mascherine durante i lavori all’aperto;
  • Evitare i viaggi in macchina od in treno con i finestrini aperti. Quando possibile è preferibile viaggiare in autoveicoli con aria condizionata e filtri di aerazione anti-polline da pulire spesso:
  • Indossare un nuovo paio di scarpe quando si rientra a casa, e riporre le altre in un armadio in modo che non trasportino in giro le particelle allergizzanti.
  • Lavare spesso i pavimenti; ma attenzione all’utilizzo dell’aspirapolvere che può sollevare le particelle allergizzanti;
  • Tappeti, moquette, tappezzerie e tendaggi sono arredamenti rischiosi per gli allergici: lì si depositano pollini e polveri difficili da rimuovere.

 

(fonte www.sanraffaele.it)

14 Feb 2018

Meningite: i sintomi e quando allarmarsi

Meningite, scopriamo quali sono i sintomi della malattia e quando è il caso di allarmarsi. La meningite può colpire soggetti di qualsiasi età, dai neonati agli anziani. È necessario saperla riconoscere per intervenire in tempo.

Il Ministero della Salute fornisce indicazioni molto precise per quanto riguarda la meningite e i suoi sintomi. È importante sapere che esistono diverse tipologie di meningite e causa differenti per questa malattia.

La meningite, ad esempio, può avere cause infettive, cioè essere provocata da virus o da batteri, ma esiste anche la meningite non infettiva, che può presentarsi per via di farmaci o di neoplasie.

Cos’è la meningite

La meningite è un’infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Queste membrane sono chiamate meningi. Purtroppo in alcuni casi la meningite può avere complicazioni molto gravi e provocare la morte.

Leggi anche: MENINGITE: TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE

Meningite, le diverse tipologie

La meningite si suddivide in diverse tipologie a seconda della causa scatenanteche può essere virale, batterica e non solo. Ecco le tipologie di meningite principali.

Meningite virale: la meningite virale, detta anche meningite asettica, è la forma più comune di meningite, di solito non ha conseguenze gravi e si risolve nell’arco di 7-10 giorni. Gli agenti virali i più comuni sono l’herpesvirus, l’enterovirus, il virus dell’influenza.

Meningite batterica: la meningite batterica è più rara e molto più grave rispetto alla meningite virale perché può provocare la morte. La meningite batterica è causata da diversi agenti dei quali il più temuto è il meningococco (Neisseria meningitidis). In Italia e in Europa troviamo casi di meningite batterica causati soprattutto da meningococco B e da meningococco C.

Meningite fungina: la meningite da funghi o miceti si manifesta soprattutto in persone con deficit della risposta immunitaria e può rappresentare un pericolo per la vita.

Meningite, i sintomi

I primi sintomi della meningite possono essere aspecifici:

  • Sonnolenza
  • Cefalea
  • Inappetenza

Dopo 2 o 3 giorni i sintomi peggiorano e compaiono:

  • Nausea
  • Vomito
  • Febbre
  • Pallore
  • Fotosensibilità

Sono segni tipici della meningite:

  • Rigidità della nuca
  • Rigidità all’estensione della gamba

Sintomi nei neonati, oltre a quelli già citati che però possono essere meno evidenti:

  • Pianto continuo
  • Irritabilità
  • Sonnolenza
  • Scarso appetito
  • Ingrossamento della testa (soprattutto nel punto della fontanella)

Nella meningite fulminante (meningite molto grave):

  • I sintomi tipici della meningite peggiorano in poche ore
  • Compaiono macchie rossastre o violacee a causa di micro-emorragie dei vasi

 

Meningite, come si trasmette

La meningite si trasmette da una persona all’altra per via respiratoria. Goccioline di saliva e secrezioni nasali che si disperdono con tosse, starnuti e mentre si parla possono diventare un veicolo di trasmissione della meningite. Bisogna trovarsi in ambienti affollati o a lungo e stretto contatto con una persona infetta. Entrare in contatto con agenti che possono causare la meningite, come il meningococco, non porta però necessariamente ad ammalarsi. Si può infatti diventare dei portatori sani: i microrganismi rimangono nel corpo ma la meningite non si sviluppa.

Meningite, quando allarmarsi

Secondo il Ministero della Salute la diagnosi precoce è fondamentale in caso di meningite. Soprattutto quando si tratta di meningite batterica si rischia di essere davvero in bilico tra la vita e la morte. Dunque appena si presenta un sintomo sospetto, ad esempio una febbre molto alta improvvisa, il consiglio è di rivolgersi al medico che potrà decidere per un ricovero in ospedale. Per verificare la presenza della meningite l’esame più importante è l’analisi del liquido spinale con puntura lombare. Attenzione soprattutto alla febbre alta, alla nausea e alla rigidità del collo e nell’estensione delle gambe.

Meningite, come si cura

È fondamentale agire subito. Nel caso della meningite batterica si interviene con gli antibiotici. Per la meningite virale, invece, gli antibiotici non sono adatti, ma in questo caso la malattia è meno grave, di solito si risolve nel giro di una settimana e sarà il medico ad indicare come intervenire nel modo più opportuno per supportare la guarigione del paziente.

Meningite, prevenzione e vaccinazione

Il Ministero della Salute indica la vaccinazione come forma di prevenzione della meningite. Da una regione all’altra però possono essere presenti delle variazioni. Di solito queste vaccinazioni sono gratuite e rientrano negli interventi di vaccinazione dei bambini piccoli (o degli adolescenti nel caso della vaccinazione quadrivalente).

  1. Vaccinazione contro Haemophilus Influenzae B
  2. Vaccinazione contro Streptococcus pneumoniae
  3. Vaccinazione contro Neisseria meningitidis C
  4. Vaccinazione contro Neisseria meningitidis B
  5. Vaccinazione quadrivalente contro il meningococco A-C-Y-W135

 

Fonte: https://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/22480-meningite-sintomi-allarmarsi

12 Feb 2018

I grassi sani: importanti nella dieta priva di glutine!

I grassi sani: importanti nella dieta priva di glutine!

Nella vostra dieta per celiachia cercate sempre di eliminare il grasso per ridurre al minimo le calorie? Sappiate però che il grasso è un nutriente importantissimo per un corpo in forma.

Si tratta solo di scegliere i grassi giusti

I lipidi costituiscono un’importante riserva energetica per animali e piante (semi), in quanto sono in grado di liberare una grande quantità di calorie per unità di massa. Il valore calorico di un grammo di lipidi è circa il doppio rispetto a zuccheri e proteine, circa 9,46 kcal/g verso 4,15 kcal/g. Proprio per questo sono il substrato energetico ideale per le cellule. In un uomo sano di 70 kg, ad esempio, vi sono circa 15 kg di trigliceridi. Durante l’attività fisica i lipidi vengono utilizzati insieme ai carboidrati, fornendo in ugual misura l’energia necessaria per attività di medio basso livello. Se l’attività fisica prosegue per almeno un’ora si va incontro a un esaurimento delle scorte di carboidrati e a un corrispondente aumento dell’utilizzo di lipidi. Inoltre i lipidi alimentari apportano gli acidi grassi essenziali (cioè non sintetizzati dall’organismo), come gli acidi linoleico e arachidonico. Essi legano e trasportano le vitamine liposolubili (A, D, E e K) e sostanze sapide e aromatiche. Una buona dieta per celiachia prevede quindi che l’apporto calorico giornaliero provenga per il 25-30% dai grassi. Un celiaco può quindi mangiare grassi, ma è necessario scegliere i grassi giusti, perché le differenze fra le varie qualità sono enormi.

Fonte: https://www.schaer.com/it-it/a/celiachia-dieta-non-abbiate-paura-del-grasso

05 Feb 2018

Pressione Arteriosa, cos’è e come controllarla

La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue contro la parete delle arterie. A ogni battito del cuore, il sangue esce dal ventricolo sinistro attraverso la valvola aortica, passa nell’aorta, e si diffonde a tutte le arterie.  Quando il cuore si contrae e il sangue passa nelle arterie, si registra la pressione arteriosa più alta, detta ‘sistolica’ o ‘massima’; tra un battito e l’altro  il cuore si riempie di sangue e all’interno delle arterie si registra la pressione arteriosa più bassa, detta ‘diastolica’ o ‘minima’. La misurazione della pressione si registra a livello periferico, usualmente al braccio  e  viene  indicata da due numeri che indicano la pressione arteriosa sistolica e la diastolica, misurate in millimetri di mercurio (es. 120/80 mmHg).

Quando i valori di sistolica e/o di diastolica superano i 140 (per la massima) o i 90 (per la minima), si parla di ipertensione.

A soffrire di ipertensione si stima che siano circa 15 milioni di italiani, ma circa la metà di questi ne è consapevole. Controllare regolarmente la pressione arteriosa e mantenerla a livelli raccomandati attraverso  l’adozione di  uno stile di vita sano  e assumendo specifiche  terapie laddove necessario, è fondamentale, poiché questa condizione rappresenta il fattore di rischio più importante per l’ictus, quindi per  le malattie legate all’invecchiamento (disturbi della memoria, disabilità), nonché per l’infarto del miocardio, gli aneurismi, le arteriopatie periferiche, l’insufficienza renale cronica, la retinopatia..

Secondo la classificazione del JNC 7 (Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Pressure) si considera ‘normale’ una pressione sistolica inferiore a 120 mmHg e una pressione diastolica inferiore a 80 mmHg. Al di sopra dei 140 mmHg di massima o dei 90 mmHg di minima si è ipertesi. Si parla di ipertensione ‘sistolica isolata’ quando è solo la massima ad essere alta (cioè  140 mmHg).

Classificazione dell’ipertensione arteriosa secondo il JNC 7

Pressione sistolica (in mmHg) Pressione diastolica (in mmHg)
Normale 90-119 60-79
Pre-ipertensione 120-139 80-89
Ipertensione stadio 1 140-159 90-99
Ipertensione stadio 2 ≥ 160 ≥ 100
Ipertensione sistolica isolata ≥ 140 ≤ 90

 

Fonte Mnistero della Salute

29 Gen 2018

La celiachia, cos’è e come affrontarla

La celiachia, o malattia celiachia, è una malattia permanente su base infiammatoria dell’intestino tenue, caratterizzata dalla distruzione della mucosa di questo tratto intestinale. E’ causata da una reazione autoimmune al glutine, la frazione proteica alcol-solubile di alcuni cereali come il grano, l’orzo, la segale. Molti sono gli alimenti che contegono questi cereali, tra i più diffusi pane, pizza, pasta, biscotti.

Più del 70% dei pazienti è donna

La celiachia rappresenta l’intolleranza alimentare più frequente e colpisce circa l’1% della popolazione.
E’ stato calcolato che in Italia il numero teorico di celiaci si aggiri intorno ai 600.000 contro i 198.427 ad oggi diagnosticati (dati Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia – Anno 2016).
La malattia è più frequente tra le donne. I dati ufficiali indicano che sono 59.525 i maschi affetti da celiachia rispetto a 138.902 femmine.

La celiachia nei nuovi LEA

I nuovi LEA (Livelli essenziali di assistenza) hanno spostato la celiachia dalle malattie rare a quelle croniche invalidanti, dal momento che i dati epidemiologici attuali dimostrano che la patologia non rientra più nel limite di prevalenza (inferiore di 5/10.000 abitanti) stabilito a livello europeo per le malattie rare.
La nuova collocazione consente agli assistiti di usufruire, in regime di esenzione, di tutte le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia e delle sue complicanze e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti. Come per tutte le malattie croniche sarà sufficiente una certificazione di malattia redatta da uno specialista del SSN (Servizio sanitario nazaionale) per ottenere il nuovo attestato di esenzione. Viene mantenuta la disciplina della concessione degli alimenti per celiaci.

Cosa fare

Se non trattata, la celiachia aumenta il rischio di alcune complicanze specifiche femminili, tra cui disturbi della fertilità (amenorrea, menarca tardivo, menopausa precoce, dismenorrea, endometriosi) e difficoltà in gravidanza (poliabortività, ritardo di crescita intra-uterino, prematurità). Inoltre, le donne celiache, che non seguono una dieta senza glutine risentono maggiormente di alcune condizioni cui sono più esposte fisiologicamente, come anemia sideropenica (da carenza di ferro) e da carenza di acido folico e osteoporosi.
L’unico trattamento attualmente disponibile è una rigorosa e permanente dieta senza glutine.
E’ importantissima una diagnosi precoce e accurata della malattia. Negli ultimi anni è stato realizzato un nuovo protocollo di diagnosi e follow-up, che ha introdotto alcune novità importanti, tra cui due algoritmi diagnostici, rispettivamente per l’età pediatrica e per l’età adulta (low-chart) per semplificare l’approccio clinico/diagnostico e favorire l’aumento delle diagnosi e la possibilità di porre diagnosi di celiachia senza ricorrere alla biopsia duodenale in casi selezionati in età pediatrica.
Specificatamente per le donne celiache, inoltre, due contesti necessitano di un’opportuna informazione, affinché si possano prendere le giuste decisioni in merito:

  • la donazione di cordone ombelicale
  • la prima introduzione di glutine durante il divezzamento dei figli a rischio genetico di celiachia

 

Fonte: Ministero della Salute