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19 Mar 2019

Allergie di primavera. Il decalogo per non rimanere senza respiro

Quattro italiani su dieci soffrono di allergie primaverili. Causa scatenante: la comparsa dei primi pollini. Secondo un’indagine dell’Anifa (Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’automedicazione) la fioritura delle piante rende la primavera la stagione dei raffreddori: gli starnuti colpiscano l’80% degli italiani, e per chi è vittima di allergie non c’è via di scampo.
Tenere sotto controllo il calendario della fioritura, riconoscere i principali sintomi di un’allergia ai pollini e seguire alcune semplici regole: ecco un decalogo di consigli per tenere a bada gli starnuti e godersi così l’arrivo della bella stagione.

 IL CALENDARIO DEI POLLINI

ALLERGIE AI POLLINI: i dieci sintomi da tenere d’occhio

LE DIECI REGOLE per combattere l’allergia

ALLERGIE? Prenota online una visita o un esame specialistico!

IL CALENDARIO DEI POLLINI

I principali allergeni che si presentano nel periodo primaverile sono i pollini della Graminacee, della Parietaria, le Composite (ad esempio l’ambrosia), le Betullacee, le Oleacee e le Cupressacee.

GRAMINACEE: da aprile a giugno

PARIETARIA: da marzo ad ottobre

COMPOSITE o ASTERACEE: da luglio a settembre

BETULLACEE: da gennaio a maggio

OLEACEE:  da maggio a giugno

CUPRESSACEE (Cipresso):  da febbraio a fine marzo con possibili anticipi a gennaio o continuazioni fino ad aprile

Negli ultimi anni si registra un incremento dei soggetti che soffrono di pollinosi da cipresso, in particolare in Toscana, Puglia, Liguria, Umbria, Lazio e Campania. Questo tipo di allergia riguarda soprattutto i più piccoli: nel centro Italia si stima che un bambino su dieci sia allergico al cipresso.
Tra le principali cause l’aumento della sua coltivazione a scopi ornamentali o di rimboschimento.

ALLERGIE AI POLLINI: i dieci sintomi da tenere d’occhio

  1. Rinorrea acquosa
    2. Congestione nasale
    3. Bruciore e arrossamento delle congiuntive
    4. Lacrimazione
    5. Starnuti isolati o a salve
    6. Prurito al palato, al naso e agli occhi
    7. Tosse secca e stizzosa, spesso notturna, accompagnata da difficoltà di respiro e dai caratteristici sibili intratoracici propri dell’asma bronchiale
    8. Riduzione dell’olfatto e del gusto
    9. Insonnia, stanchezza, irrequietezza
    10. Difficoltà di respiro e asma (nel 40% dei casi).

LE DIECI REGOLE per combattere l’allergia

  • Evitare di uscire durante le giornate secche e ventose, quando  è più alta la concentrazione di pollini;
  • Evitare l’aerazione degli ambienti durante le ore più calde della giornata ed eventualmente usare condizionatori d’aria;
  • Fare la doccia e lavare i capelli quotidianamente. I granuli pollinici spesso rimangono intrappolati tra i capelli e la notte possono depositarsi sul cuscino, venendo così inalati;
  • Evitare  di uscire subito dopo un temporale: l’acqua rompe i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono facilmente le vie aeree e in maggiore profondità;
  • Tenere sempre sott’occhio il calendario dei pollini;
  • Usare appropriate mascherine durante i lavori all’aperto;
  • Evitare i viaggi in macchina od in treno con i finestrini aperti. Quando possibile è preferibile viaggiare in autoveicoli con aria condizionata e filtri di aerazione anti-polline da pulire spesso:
  • Indossare un nuovo paio di scarpe quando si rientra a casa, e riporre le altre in un armadio in modo che non trasportino in giro le particelle allergizzanti.
  • Lavare spesso i pavimenti; ma attenzione all’utilizzo dell’aspirapolvere che può sollevare le particelle allergizzanti;
  • Tappeti, moquette, tappezzerie e tendaggi sono arredamenti rischiosi per gli allergici: lì si depositano pollini e polveri difficili da rimuovere.

Fonte: http://www.sanraffaele.it/comunicazione/SRpedia/11589/starnuti-di-primavera-rimedi-e-prevenzione

14 Feb 2019

Cosa sono e come si combattono le zampe di gallina?

Farmacie Palomba e Vichy, conoscere e lenire le zampe di galline.

 

Le rughe comparse sul contorno occhi fanno apparire il tuo sguardo stanco e invecchiato? Scopri come combattere le zampe di gallina con la nostra guida.

Zampe di gallina: cosa sono e perché si formano?

Note comunemente come zampe di gallina, le rughe che compaiono nella zona perioculare, cioè sul contorno occhi e, nello specifico, negli angoli esterni degli occhi, fanno parte delle cosiddette “rughe di espressione”. Queste rughe si formano infatti per l’azione ripetuta e frequente dei muscoli facciali che utilizziamo per la mimica del nostro viso: quando sorridiamo, quando ci imbronciamo o siamo stupiti.

A che età compaiono sul viso?

Le zampe di gallina possono comparire anche in giovane età, soprattutto quando sono direttamente collegate alla forma e all’espressività specifica del viso. A partire dai 30 anni, poi, la pelle diventa via via meno elastica e piena, per non parlare dei 50 anni, quando la struttura della pelle si indebolisce a causa della progressiva riduzione nella produzione di collagene da parte dei fibroblasti. A questo si unisce una diminuzione graduale dei livelli di acido ialuronico naturalmente presente nella pelle, che determina un aumento della disidratazione cutanea, rendendo la pelle vuota e dall’aspetto spento e cadente. Inoltre, fattori esterni come un’eccessiva e prolungata esposizione ai raggi UV e inquinamento, insieme a cattive abitudini come fumo e un’alimentazione sregolata, possono accelerare il processo di invecchiamento cutaneo, velocizzando di conseguenza anche la comparsa delle zampe di gallina.

Zampe di gallina: il trattamento migliore per ogni età

Per contrastare la comparsa delle zampe di gallina ed evitare che diventino sempre più profonde ed evidenti, è importante iniziare a combattere subito i fattori in grado di accelerare il processo di invecchiamento, adattando il regime antirughe alle diverse fasi della vita:

  • A 20 anni: scegli trattamenti viso dall’azione idratante profonda, che aiutano a rinforzare la pelle, proteggendola e mantenendo il suo benessere.
  • A 40 anni: integra nella tua routine quotidiana trattamenti arricchiti con ingredienti come acido ialuronico e vitamina C.
  • A 50 anni: opta per un trattamento antirughe e antinvecchiamento formulato appositamente per stimolare la produzione di collagene da parte della pelle, associato all’azione idratante e rimpolpante dell’acido ialuronico.

Come nascondere le zampe di gallina con il make-up

Vuoi far sparire le fastidiose zampe di gallina in un istante? Ecco qualche “trucco” da utilizzare quando applichi il tuo make-up quotidiano:

  • Illumina la zona del contorno occhi con un correttore fluido di una tonalità poco più chiara del tuo colorito naturale. Stendilo con cura per evitare che si accumuli nelle pieghe, ottenendo l’effetto di enfatizzarle.
  • Opta per un fondotinta fluido per uniformare il viso con un effetto naturale e leggero. Se utilizzi prodotti in polvere libera, come la cipria o un fissante in polvere, stendine un velo leggerissimo, eliminando ogni eccesso.
  • Prediligi ombretti in crema nelle tonalità leggermente scure o neutre ed evita quelli in polvere e dai colori perlati o troppo chiari.
  • Apri lo sguardo con il mascara e passando una matita occhi color burro sulla rima interna dell’occhio.

 

Fonte: https://www.vichy.it/vichy-mag/cosa-sono-e-come-si-combattono-le-zampe-di-gallina/vmag73453.aspx

28 Gen 2019

Influenza 2019, proteggiamo i nostri bambini

E’ il periodo più “contagioso” dell’anno nel quale l’influenza 2019 è nella fase di maggior contagio. Per mettere “al riparo” per quanto sia possibile i nostri bambini, Farmacia Palomba vi consiglia alcuni accorgimenti per conoscere ed affrontare meglio il malanno di stagione.

Influenza nei bambini

Sintomi

Nei bambini l’influenza si manifesta più rapidamente di un raffreddore e con sintomi più severi. I bambini con il raffreddore hanno di solito abbastanza energia per continuare a giocare e portare avanti le loro attività quotidiane mentre con l’influenza, in genere, preferiscono stare a letto.

 

I sintomi influenzali tipici sono:

 

febbre improvvisa,

brividi e tremori,

cefalea,

dolori muscolari,

fatica estrema,

tosse secca e mal di gola,

perdita di appetito.

I bambini contagiati possono avere quindi gli stessi sintomi di un adulto, ma ci possono essere differenze:

 

Neonati e lattanti possono avere inspiegabili febbri molto alte, senza altri segni di malattia.

I bambini piccoli in genere hanno temperature sopra 39,5°C e possono avere convulsioni.

Fastidi e dolori gastrici, vomito e diarrea sono frequenti nei bambini più piccoli.

Sono anche frequenti dolore alle orecchie e occhi rossi.

In alcuni casi, braccia e gambe possono essere estremamente dolenti per l’infiammazione muscolare.

Cura e terapia per i bambini

  1. Mettere il bambino più a suo agio possibile. Proporgli spesso da bere e piccoli pasti nutrienti.
  2. Se ha la febbre, vestirlo con abiti leggeri e mantenere la temperatura ambiente intorno a 20°C.
  3. Per ridurre la sofferenza, i dolori o la febbre, se superiore a 38,5°C, usare il paracetamolo. L’ibuprofene può essere somministrato a bambini con più di 6 mesi. A meno di indicazioni mediche diverse, somministrare la dose raccomandata sulla confezione ogni 4 ore fino a riduzione della temperatura. Non somministrare acido acetilsalicilico (aspirina), o composti che lo contengono, a bambini e adolescenti con il raffreddore perché può determinare danni cerebrali ed epatici (sindrome di Reye).
  4. Non dare farmaci da banco per la tosse o per il raffreddore a bambini sotto i 6 anni di età a meno di prescrizione medica.
  5. Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di somministrare farmaci da banco a bambini o a individui in cura con altre medicine o affetti da malattie croniche.
  6. Leggere attentamente le istruzioni a corredo della confezione. Non aumentare la dose rispetto a quanto raccomandato.
  7. La tosse aiuta a eliminare il muco dal torace. Molti prodotti da banco per la tosse o per il raffreddore contengono elementi che la attenuano. In genere, contengono destrometorfano (anche detto DM o DXM) e/o difenidramina. La maggior parte degli studi su questi composti è stata fatta negli adulti. I pochi condotti su bambini non mostrano benefici.
  8. Gargarismi con acqua tiepida aiuteranno a ridurre il mal di gola. Nei bambini di almeno 3 anni in grado di succhiare caramelle dure senza strozzarsi si possono usare caramelle dure senza zucchero o pastiglie a base di miele, erbe o pectina. Le pastiglie per la tosse a base di farmaci che attenuano la sensibilità della gola (diclonina, benzocaina, esilresorcinolo, mentolo e fenolo) non dovranno essere date a bambini piccoli perché possono risultare troppo difficili da inghiottire.

Fonte: CaringForKids

Trasmissione

I malati di influenza possono contagiare gli altri nel raggio di circa 2 metri. Molti esperti ritengono che i virus dell’influenza si diffondano principalmente tramite le goccioline di saliva emesse tossendo, starnutendo o parlando. Queste goccioline possono arrivare in bocca o nel naso di individui vicini o essere eventualmente inalate nei polmoni.

Meno spesso, un soggetto potrebbe infettarsi toccando prima una superficie o un oggetto contaminati dal virus influenzale e poi la propria bocca o il proprio naso.

Per evitare il contagio, si dovrebbe stare lontano dagli ammalati e stare a casa se colpiti in prima persona. È importante anche lavarsi le mani spesso con acqua e sapone. Se acqua e sapone non sono disponibili, si possono usare salviettine a base di alcool. Biancheria, posate e piatti degli ammalati non dovranno essere condivisi senza averli prima lavati con attenzione. Le posate possono essere lavate o in lavapiatti o a mano con acqua e sapone, non occorre lavarle separatamente. Inoltre, superfici di casa, lavoro e scuola, toccate spesso, dovranno essere pulite e disinfettate, specie in presenza di ammalati.
La maggior parte degli adulti sani può trasmettere l’influenza dal giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 5-7 giorni dopo. I bambini possono trasmettere il virus per più di 7 giorni.
I sintomi iniziano 1-4 giorni dopo l’ingresso nel corpo del virus. Ciò significa che si può essere contagiosi prima di sapere di essersi ammalati, nonché durante il decorso. Alcuni possono infettarsi ma non sviluppare sintomi. In tale periodo, possono però trasmettere il virus ad altri.
I virus resistono particolarmente bene anche nell’ambiente e la trasmissione è facilitata da ambienti affollati, situazioni di bassa temperatura ed alta umidità.

Pericoli

L’influenza stagionale è una malattia respiratoria acuta che in genere si autolimita spontaneamente; la maggior parte dei soggetti in giovane età in salute guarisce dall’influenza senza alcuna conseguenza, mentre rischi maggiori sono corsi da pazienti delle cosiddette fasce a rischio (donne in gravidanza, neonati, pazienti con più di 65 anni e/o con malattie croniche, …).

L’impatto è sicuramente più prolungato rispetto al raffreddore, ma la maggior parte dei soggetti colpiti da influenza guarisce in qualche giorno (meno di due settimane), salvo alcuni pazienti che sviluppano invece complicanze.

Le infezioni del seno (sinusite) e dell’orecchio (otite) sono esempi di complicazioni moderate, mentre la polmonite è una grave complicanza influenzale che può derivare sia dall’infezione del virus dell’influenza stesso, che da una sovra-infezione batterica.

Fonte: https://www.farmacoecura.it/influenza/influenza-sintomi-rimedi-e-cura/

09 Gen 2019

Freddo e gelo? Scopri come proteggere la tua pelle

Le fredde giornate invernali lasciano spesso la pelle danneggiata o con una fastidiosa sensazione di fragilità. In molti casi, non appena arriva l’inverno, compaiono anche rossori e la pelle tira.

Scopri i consigli degli esperti per prenderti cura della tua pelle durante i mesi più rigidi dell’anno.

In che modo il freddo può impattare la pelle?

Tra gli altri fattori ambientali – conosciuti nel loro complesso come esposoma – che possono avere effetti negativi sulla pelle, le temperature rigide dell’inverno possono rendere il nostro incarnato disidratato e screpolato, per effetto di vento, neve e pioggia e della loro azione sulla pelle. Proprio come avviene d’estate a causa del caldo, la pelle diventa più secca, come risultato dell’esposizione a condizioni meteo inclementi e al riscaldamento negli ambienti chiusi. Questo può determinare l’intensificarsi di problematiche della pelle proprio durante i mesi più freddi.

Ma cosa succede sotto la superfice della pelle quando fuori si gela? Quando è esposta per lunghi periodi a temperature rigide, la funzione barriera della pelle – che la protegge da inquinamento, raggi UV e dagli effetti della disidratazione, così come da stress e stanchezza – si indebolisce*, lasciando la cute maggiormente esposta agli effetti provocati dagli elementi esterni. Per proteggere la pelle e contrastare questi effetti negativi, l’idratazione è fondamentale: più la cute è idratata, più forte e resistente sarà la sua funzione barriera.

Come rinforzare la pelle nei mesi invernali

Naturalmente non è necessario ribadire che bere una sufficiente quantità di acqua permette alla pelle di restare adeguatamente idratata. Questa buona abitudine è importante anche in inverno, quando è più difficile accorgersi che la pelle è assetata, a causa del restringimento dei capillari sanguigni che ci aiuta a trattenere il calore. Inoltre, alcune ricerche hanno mostrato che durante i periodi di stress, la capacità del corpo di trattenere l’acqua è ridotta. Per risvegliare la pelle stanca e affaticata, porta sempre con te nella tua borsa una bottiglia di acqua spray per il viso. Offrire alla pelle l’ottimale livello di minerali con l’Acqua Termale Mineralizzante di Vichy aiuta a minimizzare la perdita di acqua e a rinforzare la barriera cutanea, evitando così che la pelle diventi secca e screpolata. Reintegrare l’idratazione della pelle quando questa è particolarmente sensibile durante i mesi più freddi ti aiuterà ad avere un aspetto riposato e radioso per tutto l’inverno.

Fonte: https://www.vichy.it/vichy-mag/scopri-come-proteggere-la-pelle-dal-freddo-invernale/vmag63592.aspx

06 Nov 2018

Le giornate speciali di Novembre alla farmacia Centrale

Novembre mese di bellezza alla farmacia Centrale Palomba.

Segna in agenda tutti gli appuntamenti da non perdere, con sconti, consulenze ed offerte pensate per te.

 

Giovedi 8 VISAGISTA VICHY sia mattina che pomeriggio
Mercoledì 14 ci sarà la consulente YOUR GOOD SKIN la mattina
Venerdi 16 giornata TANTUM VERDE NATURA SPRAY + GOLIS CARAMELLE
Martedi 20 giornata LA ROCHE POSAY sia mattina che pomeriggio
Mercoledi 28 novembre, dalla collaborazione tra Farmacie Palomba  e #menarini, una giornata dedicata alla corretta alimentazione con una nutrizionista a disposizione per tutta la mattinata.
In tutte e tre le farmacie del gruppo:
 
settimana 5-11 novembre COLLAGENIL sconto del 20% + ulteriore sconto di € 8,00
settimana 12-18 novembre NUTRI WEEK DERCOS
settimana 19-24 novembre progetto MISSIONE AL TUO FIANCO DI LA ROCHE POSAY
09 Ott 2018

Liftactiv: la nuova linea anti-invecchiamento e anti-rughe di Vichy

Dopo i 40 anni rughe, linee sottili, pelle rilassata o condizioni di discromia possono comparire sul tuo viso. Vichy ha studiato per te l’innovativa linea Liftactiv, per combattere i segni del tempo con risultati immediati.

Forse avrai già sentito parlare del collagene, la proteina che dona struttura alla nostra pelle. Ma che cos’è esattamente, qual è la sua azione, e come si preserva?

Che cos’è il collagene

Il collagene è il principale componente della pelle: senza considerare la parte di acqua, questa proteina dalla struttura a tripla elica rappresenta tra l’80 e il 90% del peso della pelle.

Purtroppo, con l’avanzare dell’età, il processo con cui la pelle si rigenera rallenta, così come cala progressivamente anche la produzione di collagene. Questo si traduce nella comparsa di rughe, rilassamento cutaneo e riduzione della tonicità della pelle stessa.

Non solo: i dermatologi hanno osservato che la produzione di collagene da parte del nostro organismo diminuisce naturalmente, in una percentuale minima ma costante con l’avanzare dell’etàIn tutto ciò, anche uno stile di vita poco sano  fa la sua parte: il foto-invecchiamento, il fumo e una dieta non equilibrata contribuiscono alla riduzione di collagene, con effetti visibili sulla nostra pelle.

Fortunatamente però, le prove cliniche mostrano che è possibile riportare il collagene nella pelle a un buon livello, adottando un adeguato stile di vita e una specifica routine skincare.
La nuova linea Liftactiv va proprio in questa direzione, agendo direttamente sui segni dell’invecchiamento grazie ai benefici dei peptidi , catene corte di proteine capaci di regalare alla nostra pelle una seconda giovinezza.

Liftactiv Collagen Specialist: il trattamento quotidiano anti-età multi-correttivo

Grazie alla sua formula unica, che unisce acido ialuronico di origine naturale a basso e ad alto peso molecolare, LiftActiv Collagen Specialist corregge progressivamente i segni dell’invecchiamento.

Il nostro corpo contiene mediamente 15 gr di acido ialuronico, una parte di questo viene disgregato ogni giorno per fare spazio a una nuova “fornitura”. Nella pelle esso viene liberato attraverso l’epidermide e si deteriora velocemente durante il processo di rinnovamento cellulare (desquamazione), il che significa che la sua durata è inferiore a 24 ore. Nonostante il nostro organismo produca 3 grammi di nuovo acido ialuronico ogni giorno, la sua produzione diminuisce con l’avanzare dell’età: per questo è necessario “ricaricarlo” ogni giorno.

In particolare, l’acido ialuronico ad alto peso molecolare è in grado di aumentare il livello di idratazione nello strato più esterno della pelle (lo strato corneo), rinforzando la funzione barriera, per un effetto idratante e rimpolpante. Nella sua forma a basso peso molecolare, invece, esso aiuta a compensare la degradazione endogena dell’acido ialuronico già prodotto naturalmente dalla pelle, per restituirle tonicità e un aspetto giovane.

Liftactiv Hyalu Mask

Lifactiv Hyalu Mask è la nuova maschera viso di Vichy in grado di ripristinare il tono e il volume della pelle. In soli 5 minuti, rimpolpa il viso combinando l’acido ialuronico di ultima generazione ad alto e a basso peso molecolare per risultati immediati e duraturi nel tempo, con un utilizzo regolare.

Liftactiv Micro Haylu Patch

Composto da 160 micro-coni di acido ialuronico di origine naturale solidificato e 100% puro, Liftactiv Micro Haylu Patch è il kit di emergenza per trasformare la pelle del contorno occhi, quando hai bisogno di combattere in modo visibile i segni di stanchezza, disidratazione e zampe di gallina.

I micro-coni si fondono nella pelle durante la notte per una diffusione ottimale negli strati dell’epidermide. I risultati sono visibili: le rughe sottili appaiono ridotte, il contorno occhi reidratato e lo sguardo rivitalizzato. Nel tempo, dona al contorno occhi un effetto lifting globale.

 

Fonte: https://www.vichy.it/vichy-mag/liftactiv-la-nuova-linea-anti-invecchiamento-e-anti-rughe-di-vichy/vmag72867.aspx

08 Ott 2018

Gnocchi di zucca ai formaggi

Grandi o piccoli, rotondi o allungati, nei colori arancio o verde. Una vera prelibatezza tutta da gustare con una raffinata salsa al formaggio. Perché anche in autunno la tavola è in festa.

150-200 g Farina

200 g zucca

300 g patate

2 tuorli

noce moscata

sale

Per la salsa:

200 ml panna

100 g gorgonzola

2 Cc erba cipollina

 

Preparazione

  • Sbucciare la zucca e le patate e tagliarle a dadini. Farle bollire in acqua salata e, non appena sono tenere, passarle in uno schiacciapatate.
  • Aggiungete la farina (la quantità varia a seconda della qualità delle patate), l’uovo e il sale preparando un composto omogeneo e compatto.
  • Tagliarlo in piccoli pezzi e formare un rotolo dello spessore di un dito. Tagliare quindi dei pezzi di circa 2 cm e, aiutandosi con una forchetta, formare gli gnocchi.
  • Cospargerli con un po’ di farina. Far bollire brevemente la panna, quindi sciogliervi il formaggio e insaporire con l’erba cipollina.
  • La salsa è pronta. Far cuocere gli gnocchi in abbondante acqua salata. Sono pronti quando cominciano a venire a galla. Scolare, condire con la salsa di formaggio e decorare con l’erba cipollina rimasta.

Fonte: https://www.schaer.com/it-it/r/gnocchi-di-zucca-ai-formaggi

02 Ott 2018

Le giornate promo di ottobre alla farmacia Centrale

Segna in agenda gli appuntamenti con gli sconti, le promo ed i consigli dei nostri partner nel mese di Ottobre presso la Farmacia Centrale
GIOVEDI 4 ottobre Visagista RILASTIL prova trucco e make up
VENERDI 19 ottobre GIORNATA MIAMO
Mercoledi  24 ottobre GIORNATA VICHY (la consulente Dercos sarà in farmacia per un’analisi gratuita del capello e del cuoio capelluto e per indicarti i prodotti più adatti al tuo tipo di pelle)
LUNEDI 29 ottobre GIORNATA LA ROCHE POSAY (la consulente saprà indicarti i prodotti per le pelli sensibili)
26 Set 2018

Ottobre mese della prevenzione. Scopriamo di più sul cancro

Che cos’è la farmaco-prevenzione?

La farmaco-prevenzione consiste nell’impiego di medicinali, vitamine o altre sostanze in grado di ridurre il rischio di sviluppare una o più malattie.

Sebbene alcune di questi approcci siano molto promettenti, nessuno di loro allo stato attuale può sostituire uno stile di vita sano. L’idea è di integrare tali sostanze con la dieta e l’attività fisica nelle persone a maggior rischio di ammalarsi di cancro.

Il nome “farmaco-prevenzione” è impreciso dal momento che, oltre ai veri e propri farmaci, possono essere utilizzati anche oligoelementi, sali minerali o vitamine. Anche “chemio-prevenzione“, un altro termine impiegato per definirla, può trarre in inganno, dal momento che potrebbe richiamare la chemioterapia. Per questo recentemente si è proposto di definirla semplicemente terapia preventiva.

L’idea della terapia preventiva attraverso farmaci o altre sostanze attive non è nuova.

In cardiologia il suo uso è ben consolidato nelle persone con fattori di rischio: l’aspirina a basse dosi nelle persone che hanno fattori di rischio cardiovascolari, o i farmaci che abbassano la pressione sanguigna o il colesterolo, vengono assunti da milioni di persone per ridurre la probabilità di un infarto o un ictus. Anche la terapia dell’osteoporosi non è altro che una prevenzione delle fratture ossee nei soggetti con un fattore di rischio (ridotta densità ossea, osteopenia o osteoporosi).

Ora si sta cercando di applicare questo approccio anche al cancro: la terapia preventiva è allo studio per evitare sia lo sviluppo di un cancro in persone ancora sane ma ad aumentato rischio (prevenzione primaria), sia una nuova malattia tumorale in chi ne ha già avuto una o ha avuto una pre-cancerosi. In questo caso si tratta di prevenzione secondaria.

Recenti studi epidemiologici e di laboratorio indicano che farmaci preventivi per altre malattie, come l’aspirina o l’antidiabetico metformina, potrebbero essere utili anche per prevenire lo sviluppo delle metastasi in persone con un tumore in remissione. In questo caso si tratta di prevenzione terziaria.

Quali caratteristiche dovrebbe avere una terapia preventiva a base di farmaci?

La farmaco-prevenzione è un trattamento somministrato a persone sane che hanno un rischio aumentato di sviluppare il cancro. Per questo le caratteristiche della terapia devono essere ben precise:

  • Il farmaco deve aver dimostrato di ridurre il rischio di uno o più tipi di cancro abbastanza frequenti da giustificare il trattamento su grandi numeri di individui;
  • deve essere sicuro e provocare effetti collaterali minimi, tali da poter essere facilmente controbilanciati dal beneficio che ci si attende;
  • deve avere un costo accessibile.

L’assunzione di vitamine, minerali e oligoelementi può essere considerata una forma di farmaco-prevenzione?

Non ancora. Il consumo regolare di frutta e verdura all’interno di uno stile alimentare sano sembra in grado di prevenire diverse forme tumorali contrastando i processi ossidativi che avvengono nelle cellule e favoriscono il cancro. La dieta non può però essere considerata una forma di farmaco-prevenzione perché a oggi non siamo ancora in grado di identificare con precisione quali siano le sostanze preventive che la caratterizzano.

La domanda che si sono posti in questi anni i ricercatori è se sia possibile estrarre vitamineminerali e oligoelementi da frutta, verdura e altre piante, allo scopo di riprodurre tali sostanze in laboratorio e farne dei prodotti analoghi ai farmaci.

Si è tentato con le pillole di vitamine, che però si sono dimostrate poco efficaci per prevenire i tumori. Sono in corso studi con la vitamina D che sembrano molto promettenti per la prevenzione del cancro del colon. Altre sostanze vegetali che possono essere assunte con l’alimentazione (quali ad esempio il tè verde, la curcuma, il mirtillo) sono attualmente in fase di studio all’interno di studi clinici.

In quali casi è già usata la farmaco-prevenzione?

A oggi l’unico uso consolidato di terapia preventiva è nel tumore al seno. Da anni il tamoxifene, un medicinale appartenente alla classe dei “modulatori selettivi del recettore degli estrogeni” (SERM) è impiegato come prevenzione secondaria in donne che hanno già avuto un tumore al seno. Il trattamento riduce infatti la probabilità che la malattia possa ricomparire nella stessa mammella (se è stata effettuata una chirurgia conservativa) o in quella controlaterale.

L’efficacia di queste molecole deriva dal fatto che in quasi quattro tumori al seno su cinque la crescita è legata alla presenza dei recettori per gli ormoni estrogeni: il tamoxifene “inganna” i recettori sulla superficie delle cellule assumendo per così dire le sembianze degli estrogeni, senza però produrre gli stessi effetti.

La prevenzione delle recidive del cancro al seno è l’unico utilizzo possibile del tamoxifene?

Per il tamoxifene e gli altri recettori degli estrogeni negli ultimi anni si è affermato un nuovo utilizzo: la prevenzione primaria del cancro al seno nelle donne sane, ma a maggior rischio di sviluppare la malattia.

Nel 2013 è stata pubblicata una metanalisi, cioè una valutazione combinata di più studi sullo stesso argomento, che ha preso in considerazione più di 80.000 donne che hanno partecipato a sperimentazioni cliniche, tra cui oltre 5.000 donne italiane. La ricerca ha permesso di concludere che il tamoxifene e gli altri modulatori selettivi del recettore degli estrogeni, assunti da donne sane ma a maggior rischio di sviluppare il cancro al seno, riducono il rischio di ammalarsi del 40%. Inoltre gli effetti del trattamento preventivo si mantengono negli anni successivi.

Per questa ragione, la Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia statunitense responsabile del controllo su alimentazione e farmaci, ha approvato l’uso del tamoxifene e dell’analogo raloxifene per la prevenzione primaria nelle donne ad alto rischio di sviluppare tumore al seno. Il rischio è statodefinito diversi anni fa con il modello di Gail, uno strumento interattivo progettato da scienziati del National Cancer Institute e dal National Surgical Adjuvant Breast e Bowel Project (NSABP) per stimare il rischio di una donna di sviluppare il cancro al seno invasivo. All’agenzia americana ha fatto seguito anche il National Institute for Health and Care Excellence (NICE), l’organismo che determina le scelte del servizio sanitario inglese in fatto di terapie da fornire ai cittadini. Il NICE ha consigliato che il trattamento sia offerto a tutte le donne ad alto rischio, definito il questo caso da un diverso algoritmo, il modello di Tyrer-Cuzick.

Altri farmaci che agiscono sui meccanismi di regolazione ormonale, in particolare l’exemestane e l’anastrozolo, sono allo studio e se i risultati saranno positivi in futuro potrebbero essere utilizzati come alternative agli attuali farmaci preventivi.

 

 

 

 

Fonte: http://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/prevenzione-per-tutti/farmaco-prevenzione

26 Set 2018

Le farmacie Palomba con AIRC per la ricerca

Le tre farmacie del gruppo Palomba, parteciperanno dal 1 ottobre al mese dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno, il più frequente nel genere femminile con circa 50.000 nuovi casi in Italia solo nel 2017*. AIRC, da oltre 50 anni il principale polo privato di finanziamento della ricerca oncologica italiana, ha fatto della lotta al tumore al seno una delle battaglie più importanti, destinando solo negli ultimi 5 anni oltre 50 milioni di euro alla ricerca su questa neoplasia.

Regala a te e ai tuoi amici un piccolo grande pensiero per sostenere la ricerca sul tumore al seno.
Un simbolo universalmente riconosciuto della lotta a questa patologia, un nastro che è ancora incompleto e che ha bisogno del tuo aiuto per completarsi e per raggiungere così il 100% di sopravvivenza.
Trova la spilletta nei punti di distribuzione, indossala e aderisci alla Campagna Nastro Rosa AIRC.

Ripeti questa operazione quante più volte possibile: ogni spilletta rappresenta un passo verso il 100%!